Non condivido le opinioni espresse in due interventi (Corriere 8 e 9 luglio), che sostengono queste due tesi: se sparisse l’evasione fiscale, gran parte delle imprese chiuderebbero perché fuori mercato, e, per di più, se le entrate fiscali aumentassero, lo stato spenderebbe di più e saremmo punto e a capo.
E così ormai stiamo arrivando a quota 30mila: è la cifra in euro del debito pubblico medio pro-capite. Cioè, l’ammontare del debito pubblico italiano (l’ultimo dato è di 1.742 miliardi di euro) diviso per il numero dei cittadini residenti in Italia. Per una famiglia di 4 persone (come la mia) si tratta di 120mila euro.
L’avventura dell’Ardep nacque nei primi Anni Novanta dallo slancio generoso e dalla lungimiranza del “volontario fiscale” Luciano Corradini, che da illuminato pedagogista avviò un vero e proprio “programma educativo” sul debito pubblico e i conti dello Stato, nel momento forse più nero della nostra storia economica recente:
La prima cosa che sfugge a lui (e non gliene faccio una colpa, perché evidentemente non ha letto
Leggi tutto...All’apparenza sembra una cosa totalmente folle; poi studiandola un po’ meglio si capisce che è la solita aspirazione irrealistica di un manipolo di valorosi.
Gli alfieri dell’utopia sono i membri dell’ARDeP, l’Associazione per la riduzione del debito pubblico presieduta dal professor Luciano Corradini: pagano più tasse del dovuto allo Stato per dare il buon esempio a tutti noi. Intendiamoci, è poca roba: lo stesso professore,
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