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Luci e ombre nella lotta all’evasione fiscale

di Rocco Artifoni

Quadruplicati in 10 anni. Stiamo parlando dei miliardi di euro che ogni anno l’Agenzia delle Entrate recupera dall’evasione fiscale. Infatti, dai 4,4 miliardi del 2006 - con un sostanziale continuo incremento - si è arrivati agli oltre 19 miliardi rientrati nel 2016. In questo caso sicuramente possiamo dire che c’è qualcosa che in Italia sta migliorando in modo strutturale. Tutto bene quindi?

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Il superammortamento e l’evasione funeraria

Scaricare: è questo il mantra di molti imprenditori e commercialisti. Scaricare ogni spesa totalmente. Ma nessuno avrebbe potuto immaginare che si potesse arrivare a scaricare anche ciò che non è stato speso. Non sappiamo a chi sia venuta in mente una proposta così stupefacente, ma risulta con certezza che il Governo l’ha inserita nella Legge di stabilità per il 2016 e il Parlamento l’ha approvata. Stiamo parlando del cosiddetto “superammortamento”, cioè una norma che consente alle imprese e ai lavoratori autonomi di “scaricare” il 140% del costo dei beni strumentali acquistati.

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Attenti al canone TV

Il canone TV nel 2016 si pagherà con la bolletta dell’elettricità. Questa novità è stata introdotta per contrastare l’ampia evasione fiscale di questa tassa, partendo dal presupposto che chiunque abbia un allacciamento con la rete elettrica possieda una TV. Questa correlazione tra consumo elettrico e canone TV pone in rilievo la differenza tra due servizi pagati in modo diverso: la corrente elettrica si paga sostanzialmente in relazione al consumo reale. 

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Restituire i beni sequestrati agli evasori fiscali?

Il 22 ottobre 2015 è entrato il vigore il Decreto Legislativo n. 158 di riforma dei reati tributari. Tra le novità più importanti vi sono gli innalzamenti delle soglie di punibilità dei reati di omesso versamento di ritenute dovute o certificate (si passa da 50.000 a 150.000 euro, per ciascun periodo d’imposta) e di omesso versamento IVA (la soglia di punibilità viene innalzata alla quota di 250.000 euro, per ciascun periodo d’imposta). In questo modo, viene notevolmente limitato  l’ambito di rilevanza penale, riducendo la maggior parte dei comportamenti illeciti a sanzioni amministrative. In altre parole il Governo ha emanato una disposizione che su questa materia ha operato una decisa depenalizzazione e, diversamente dalle modifiche apportate per altri reati tributari, a compensazione dell’innalzamento delle soglie di punibilità non ha previsto un aggravamento del trattamento sanzionatorio.

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Economia sommersa e attività illegali valgono 206 miliardi

Nel complesso, l'economia non osservata, cioè sommersa e derivante da attività illegali (come droga, prostituzione e contrabbando sigarette) ammonta, nel 2013, a 206 miliardi di euro, pari al 12,9% del Pil. Lo afferma l'Istat. Il solo valore aggiunto dall'economia sommersa vale circa 190 miliardi di euro, pari all'11,9% del Pil, in aumento dall'11,7% nel 2012 e 11,4% nel 2011.

L'Istat ricorda che, con l'introduzione del nuovo standard Sec2010 per la compilazione dei conti nazionali, l'Istituto ha rinnovato profondamente le metodologie di stima delle componenti dell'economia sommersa e ne ha introdotte alcune relative alle attività illegali. 

Documento Istat

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