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guardia-di-finanza2(ANSA) - ROMA, 5 MAR - Introdurre il reato di autoriciclaggio, per "rendere ancora piu' incisiva l'attivita' di contrasto" al riciclaggio stesso e all'evasione fiscale. E' quanto ha sottolineato in un'audizione alla Commissione Finanze della Camera il comandante del III reparto Operazioni della Guardia di Finanza, il generale Roberto Mattana, ricordando che allo stato l'attuale normativa "non consente di punire a titolo di riciclaggio e di reimpiego, chi abbia commesso o concorso a commettere i reati da cui tali bene, denaro o altre utilita' provengono.

L'intervento legislativo, afferma la Guardia di Finanza, sarebbe "opportuno" e si potrebbe realizzare sopprimendo la "clausola di riserva" prevista dagli articoli 648 bis e ter del codice penale, quella appunto che non consente la punibilita' della condotta di chi ricicla in prima persona i proventi della propria attivita' delittuosa. Il permanere di tale clausola, aggiunge inoltre Mattana, "esclude, di fatto, la possibilita' di sanzionare le condotte di ripulitura dei proventi derivanti dalle forme di evasione fiscale costituenti reato" visto che, nella maggior parte dei casi, "e' lo stesso evasore fiscale che reimpiega tali somme direttamente nell'attivita' produttiva o le utilizza per scopi personali". La modifica legislativa consentirebbe dunque, secondo la Gdf, "di rendere ancora piu' incisiva l'azione di contrasto al riciclaggio e all'evasione fiscale, ampliando lo scenario operativo d'intervento, agevolando l'applicazione degli strumenti di collaborazione internazionale e superando le oggettive difficolta' insite nella dimostrazione della terzieta' del soggetto riciclatore rispetto alla commissione del reato presupposto". Senza contare che "conferirebbe maggiore attrattiva all'istituto della collaborazione volontaria, contribuendo a fare emergere capitali detenuti all'estero e mai dichiarati". (ANSA).

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