Chi evade di più? E quali sono i contribuenti più «affidabili»?

L’affidabilità fiscale delle partite Iva è aumentata rispetto al passato ma non per tutti: ecco le categorie più a «rischio» evasione e quelle più «virtuose»

Oltre il 60% da una parte, appena il 30% dall’altra. Le dichiarazioni 2025 confermano una netta distanza tra le categorie professionali più e meno affidabili dal punto di vista fiscale. Tra le prime (quelle «amiche», diciamo così, del Fisco) figurano medici, commercialisti, consulenti del lavoro, ingegneri e professioni sanitarie; tra le seconde, invece, quelle cioè che si fano «sfuggire» facilmente fatture e scontrini, ci sono ristoratori, ambulanti, tassisti, noleggiatori con conducente (Ncc) e concessionarie.

E se nel complesso l’affidabilità fiscale delle partite Iva risulta in aumento rispetto al passato — anche grazie al concordato preventivo biennale — non tutte le categorie seguono la stessa tendenza. Per alcune, infatti, il tasso di affidabilità è in calo. A tracciare la «mappa del rischio» sono gli ultimi dati del Mef analizzati dal Sole 24 Ore.

Come viene assegnato il punteggio

Gli Isa (indici sintetici di affidabilità) sono una sorta di «pagella» fiscale, con voto da 1 a 10, che misura l’affidabilità di imprese e lavoratori autonomi rispetto al fisco. Il punteggio 8 corrisponde alla sufficienza, ovvero il punteggio a partire dal quale un contribuente può essere considerato affidabile.

Le differenze di reddito

Dal confronto tra i redditi dei contribuenti con Isa superiore a 8, ovvero quelli considerati affidabili, e quelli con Isa inferiore a 8, meno affidabili, emergono differenze significative quasi in tutte le categorie. 

Per fare un esempio, i medici con Isa superiore a 8 in media dichiarano un reddito annuo di 102.800 euro, mentre quelli con Isa inferiore a 8 dichiarano 37.700 euro di reddito l’anno. Tra tassisti e Ncc invece si passa da una media di 54.500 euro di reddito annuo con Isa superiore a 8 a 33.200 euro l’anno per chi ha un punteggio sotto la «sufficienza». 

I ristoratori con Isa superiore a 8 in media dichiarano 65.400 euro l’anno, quelli con un punteggio sotto la sufficienza invece hanno un reddito medio annuo di 15.600 euro. Tra i commercialisti, invece, quelli con un punteggio di affidabilità più alto dichiarano in media 139.200 euro di reddito, mentre quelli con un punteggio più basso dichiarano 50.900 euro. Tra i dentisti, il 57,7% che ha una valutazione Isa superiore a 8 dichiara in media 105.400 euro l’anno, mentre il restante 42,3% dichiara in media 42.700 euro l’anno.

Affidabilità in crescita ma non per tutti

Dai dati emerge anche che l’affidabilità fiscale è migliorata per negozi di alimentari, con una quota di contribuenti con Isa superiore a 8 in aumento del 16%. Bene anche gli psicologi (+10%), geometri (+9,2%), architetti (+7,2%) e studi legali (+6,6%).  Mentre la quota di contribuenti affidabili è in calo tra venditori ambulanti (-15,9%), agenti di commercio (-11,8%) e concessionarie auto (-9,5%). 

Il calo è ancora più significativo per le farmacie (-20,3%) ma è dovuto principalmente alla contrazione dei fatturati dopo il boom della pandemia. Nell’analisi del Sole 24 Ore si evidenzia che l’affidabilità fiscale è in calo anche tra tabaccai (-6,3%), bar e pasticcerie (-2,6%), negozi di arredamento (-1,3%) e macellai (-1,2%).

Fonte: https://www.corriere.it/economia/tasse/26_maggio_31/chi-evade-di-piu-ristoratori-concessionari-e-tassisti-i-piu-a-rischio-commercialisti-e-medici-sono-i-piu-affidabili-46c44aa5-5d9c-4296-bdea-8db761117xlk.shtml